Come si consulta VERAMENTE una ricerca scientifica?

Una guida per imparare a non citare studi a caso e applicare realmente la ricerca nel lavoro quotidiano!

L’aggiornamento costante è sicuramente una caratteristica fondamentale di un trainer serio e professionale.

Ed aggiornarsi, apparentemente, non è mai stato facile come oggi.

Infatti chiunque, tramite un semplice PC e digitando un argomento all’interno di un comune motore di ricerca o database, può trovare uno studio scientifico, scaricarlo e leggerlo.

Perché “apparentemente”?

Perché la vera difficoltà non sta nel trovare uno studio, ma orientarsi nel mare di informazioni che ci travolgono ogni volta che effettuiamo una ricerca.

Oggi infatti puoi trovare una ricerca che dice che per ottenere X devi fare Y e trovarne, scorrendo un po’, un’altra che dice diametralmente l’opposto.

Negli ultimi anni c’è stato un continuo fiorire di blog che, citando studi in maniera poco consapevole ed affidabile, affrontano un argomento, avendo la pretesa di dimostrare la loro tesi e di poter così dire che “lo dice la scienza”.

Ecco! Questo non è il modo in cui si consulta ed utilizza la ricerca scientifica!

Il banale fatto di citare studi scientifici, non rende un articolo di blog più scientifico, per la semplice motivazione che non tutti gli studi sono uguali.

Per questo è fondamentale, oggi come non mai, avere le competenze di base per riuscire a capire quanto uno studio scientifico sia affidabile e poter in questo modo farsi un’idea di ciò che la scienza suggerisce su quel dato argomento.

In questo modo sarai sempre sicuro di avere un approccio veramente Evidence Based, che ti permetterà di fornire ad i tuoi clienti/atleti l’approccio più efficace e sicuro per ottenere dei risultati.

Lo scopo di questo articolo è proprio quello di fornirti gli strumenti di base per poter consultare in maniera più efficace la ricerca scientifica.

Questi sono i punti principali che toccheremo:

  • Come individuare una ricerca scientifica?
  • Quali sono le caratteristiche fondamentali di uno studio scientifico?
  • Quali tipologie di studi esistono e la loro gerarchia.

Partiamo! 

Come individuare una ricerca scientifica?

In questo paragrafo spiegheremo 3 semplici passi per poter ricercare uno studio su un argomento di tuo interesse all’interno del principale database di articoli scientifici e come poter individuare quello più affidabile, utilizzando vari indici numerici.

Primo passo: la ricerca 

Innanzitutto accedi al motore di ricerca Pubmed.

Qualora tu non lo abbia mai utilizzato, ti lascio qui il link, tramite il quale potrai accedervi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed

Pubmed, per le sue ricerche, si basa principalmente sul database Medline, un database che comprende milioni di articoli di vari ambiti medico-scientifici (compresi anche biologia, biochimica ecc…) pubblicati su migliaia di riviste ogni giorno.

Tutti questi articoli sono indicizzati, per poter permettere una ricerca più efficace.

Una volta atterrato sul sito dovrai inserire l’argomento della tua ricerca nel campo dedicato (in alto), attraverso l’utilizzo dei cosiddetti “Operatori Booleani”.

Cosa sono?

Sono tre semplici parole (AND, OR e NOT), che dovrai inserire tra una parola chiave ed un’altra per poter effettuare una ricerca veramente efficace e mirata.

Facciamo un esempio per chiarire il loro utilizzo.

Mettiamo che tu voglia ricercare studi che trattino dell’applicazione di allenamenti di forza nei runners.

Che parole dovrai digitare?!

Ovviamente per quanto riguarda l’allenamento della forza digiterai “Strength Training” e per la corsa scriverai “Running”.

Ma che operatore dovrai mettere nel mezzo?

Se digiterai OR, Pubmed troverà tutti gli studi che trattano dell’allenamento della forza insieme a tutti quelli che riguardano il running.

Se digiterai NOT, otterrai tutti gli articoli che trattano di forza ma non di running.

Nel tuo caso l’operatore più indicato è ovviamente AND, che ti permetterà di trovare gli articoli che trattano entrambi gli argomenti.

Altro piccolo accorgimento!

Potrebbe capitare che il motore di ricerca non riconosca le parole che inserisci come un unico ambito di ricerca (ad esempio Strenght Training), cosa fare in questo caso?

In questa situazione puoi semplicemente mettere tra due virgolette le parole che vuoi ricercare.

Se fino a qui hai eseguito tutti i passaggi in maniera corretta, ora avrai sullo schermo del tuo computer una lista di articoli sull’argomento di tuo interesse.

Ora arriva la parte veramente importante: capire quale tra questi sia più affidabile!

A questo punto sarà utile utilizzare due parametri per valutare la credibilità di uno studio scientifico.

Secondo passo: valutare l’autore dello studio!

Per valutare l’impatto scientifico di un autore potrai utilizzare il cosiddetto “H-Index”, all’interno del sito Scopus.

Che cos’è l’H-Index?

È un metodo che, in base al numero di pubblicazioni ed al numero di citazioni ricevute da tali pubblicazioni, esprime un valore numerico che riassume l’affidabilità di un dato autore.

Per ricercare l’H-index, vai sul sito Scopus.

Anche in questo caso ti lascio il link qui sotto:

https://www.scopus.com/home.uri

Una volta aperto il sito, vai in alto a destra, seleziona “Ricerca Autore” e digita il nome dell’autore dell’articolo che ti interessa.

Una volta trovato l’autore avrai una panoramica abbastanza completa della sua attività nell’ambito della ricerca scientifica.

Terzo passo: valutare l’affidabilità dell’articolo!

A questo punto, dopo aver verificato l’attendibilità dell’autore, sarà fondamentale valutare la credibilità dell’articolo da te selezionato.

Qui subentra l’Impact Factor.

Cos’è lmpact Factor?

Questo indice è un valore sintetico che esprime il numero di volte medio in cui gli articoli di una data rivista scientifica sono stati citati nei due anni precedenti.

Ovviamente più una rivista pubblica ricerche valide e affidabili, più volte verranno citati i suoi articoli e maggiore sarà il suo impact factor.

Dove puoi trovare l’Impact Factor?

Puoi seguire due strade.

La strada più semplice è cercare sul sito della rivista stessa da cui stai prendendo l’articolo che ti interessa.

Non sempre però le riviste pubblicano il loro impact factor nel loro sito, per cui, in questo caso, potrai andare su questo sito

https://www.scimagojr.com/journalrank.php

Una volta aperto il link, digitare il nome della rivista nel riquadro di ricerca al centro della pagina, selezionare la rivista e, una volta aperta la pagina, in basso a sinistra, nel riquadro arancione SJR, premere il tasto più, scorrere verso il basso, e visualizzare l’impact factor aggiornato.

Vedi immagine sottostante:

Una rivista per essere ritenuta affidabile dovrebbe avere un IF maggiore di 1.

Fa attenzione però!

Non considerare esclusivamente l’IF nel valutare la ricerca che hai davanti, infatti questo indice non sempre risulta affidabile, talvolta può sovrastimare la reale attendibilità di una rivista e in taluni casi, invece, sottostimarla.

Proprio per questo motivo è nato anche l’H-index ed è fondamentale utilizzarli entrambi per farsi un’idea più chiara!

A questo punto hai trovato la ricerca tramite le tue parole chiave e gli operatori booleani, hai individuato alcune ricerche pubblicate da autori abbastanza autorevoli ed in riviste affidabili, molto bene!

Purtroppo l’analisi di una ricerca scientifica non finisce qui!

Sarebbe stato troppo facile.

A questo punto è fondamentale andare ad analizzare altre caratteristiche per capire se è il caso di prendere per buono ciò che sta scritto in una ricerca scientifica.

Quali sono le caratteristiche fondamentali di uno studio scientifico?

Perché non bastano l’Impact Factor ed l’H-index?

Ti faccio un semplice esempio.

Mettiamo tu stia cercando sempre l’efficacia dell’allenamento della forza nel miglioramento della performance nel running.

Fai la tua ricerca (nel modo che abbiamo appena descritto) e trovi due articoli, entrambi con un ottimo Impact Factor e H-Index.

Ottimo dirai!

Certo, se non fosse che i due articoli arrivano a conclusioni antitetiche, opposte.

Capirai bene che, quindi, questi due parametri ci dicono semplicemente che entrambe le ricerche meritano di essere lette, ma non ci dicono quale delle due conclusioni a cui sono arrivate le ricerche sia , al momento in cui stiamo leggendo, più affidabile.

Qui subentrano altre caratteristiche che dovrai necessariamente attenzionare!

La prima caratteristica fondamentale è quella che viene chiamata “consistenza”.

Cosa intendiamo per consistenza?

Intendiamo la quantità di studi che confermano la conclusione a cui è arrivato la ricerca che stiamo leggendo.

Facciamo anche qui l’esempio della nostra ricerca sulla forza nel running.

Mettiamo che lo studio A arrivi alla conclusione che l’allenamento di forza abbia un effetto positivo sulla performance dei corridori, mentre lo studio B dice l’opposto, cioè che l’allenamento della forza porti ad un peggioramento dei tempi dei maratoneti.

Ora si dia il caso che la stessa conclusione dello studio A sia riportata in altri 9 studi , mentre i risultati della ricerca B siano stati trovati solo in B.

Quale dei due studi sarà più affidabile?

Possiamo dire che al momento la posizione della scienza su questo argomento resta più orientata a supportare l’ipotesi di A e quindi se segui un maratoneta sarà utile introdurre qualche seduta di forza.

Questa è la consistenza!

Questo è un grave errore che fanno quei blogger di cui ti parlavo all’inizio: estrapolano un articolo dal contesto di tutti gli altri studi su un dato argomento, distorcendo la “verità” scientifica, per piegarla a ciò che risulta più utile per confermare la propria tesi o peggio opinione.

Altra caratteristica di uno studio scientifico è la forza, in breve la possibilità che il risultato della ricerca sia misurabile in più modi.

Poi devi considerare la specificità.

Cos’è la specificità?

Semplicemente è il fatto che il risultato dello studio sia ottenuto in maniera specifica come conseguenza del fattore preso in considerazione.

Esempio.

Negli studi che abbiamo descritto prima potrebbe essere che i risultati riportati dallo studio A derivino da una differente alimentazione seguita dagli atleti che eseguono anche allenamenti di forza rispetto al gruppo di controllo.

Questo significa che il risultato finale potrebbe essere non specifico, cioè non attribuibile esclusivamente agli allenamenti ma anche alla dieta differente.

Per cui uno studio di buona qualità dovrebbe per quanto possibile isolare la variabile di cui vuole dimostrare l’effetto!

Altre due caratteristiche importanti sono la temporalità e la coerenza.

Per temporalità intendo il rapporto temporale di causa ed effetto tra la variabile che consideriamo ed il risultato ottenuto.

Può sembrare banale ma non è detto che lo sia.

Ed infine bisogna chiaramente analizzare che i risultati ottenuti siano coerenti con ciò che la ricerca si sia proposta di dimostrare. 

Infatti in alcune ricerche potrebbe esserci un interpretazione che potremmo definire “forzata” dei risultati, per la tendenza ad andare a confermare la tesi che lo studio intende verificare.

Infine un ultimo aspetto da considerare e al quale è utile dedicare più di qualche riga è la “qualità” dal punto di vista statistico.

Infatti ci sono alcuni aspetti chiave, che potrebbero influenzare i risultati a tal punto da distorcerli e non renderli utilizzabili.

Qualche piccola nozione di statistica!

Innanzitutto fai attenzione al campione della ricerca che hai davanti.

Il campione dovrebbe essere abbastanza ampio, in generale più è ampio il campione migliore è la qualità e l’attendibilità dei risultati.

Ma non basta!

Guarda anche alla “qualità” del campione.

Infatti ad esempio dovresti considerare se nello studio A il campione osservato sia costituito da atleti esperti o da soggetti sedentari.

Capisci che ciò che potrebbe aver effetto sui primi potrebbe non averlo sui secondi.

Per cui uno studio che utilizzi un campione di cui non descrive le caratteristiche o le cui caratteristiche non sono omogenee deve esser preso con le pinze!

Oltre al campione è importante valutare la significatività statistica!

Se hai mai letto uno studio, avrai sicuramente notato una lettera p.

Questo è definito p-value.

Che cos’è?

Quando vogliamo studiare la correlazione tra due fenomeni (nel nostro esempio l’allenamento della forza ed il miglioramento della performance dei runners), partiamo dal definire l’ipotesi nulla, cioè l’ipotesi che dice sostanzialmente che non ci sia correlazione tra le due variabili (quindi che il miglioramento dei runners non sia dovuto allo Strength Training).

Tramite lo studio l’obiettivo è verificare se si può rifiutare l’ipotesi nulla, ovvero che i due eventi siano collegati tra loro e che i risultati non siano dovuti al caso.

A questo punto dobbiamo andare a stabilire un grado di significatività: cioè la probabilità che i nostri risultati siano casuali e che quindi le nostre conclusioni siano sbagliate.

Minore è il numero che consideriamo come livello di significatività e maggiore sarà l’accuratezza del nostro studio. Di solito si considera un livello del 0.05, cioè del 5%.

A questo punto, tramite dei calcoli non molto complessi, ma che esulano dallo scopo di questo articolo, calcoliamo il p- value e lo confrontiamo alla significatività che abbiamo stabilito.

Se p è maggiore di 0.05, vuol dire che non possiamo rifiutare l’ipotesi nulla; in soldoni non possiamo esculdere, nel nostro caso, che i miglioramenti del gruppo di runners, che ha effettuato allenamenti di forza, siano dovuti al caso.

Chiaramente invece riterremo i nostri risultati significativi se troveremo un valore di p inferiore a 0.05.

Immagina però se il valore p ed il  livello di significatività siano molto vicini.

Ecco che in questo caso potrai definire comunque il tuo risultato significativo, dal punto di vista statistico, ma chiaramente sarà molto facile che studi che utilizzino valori di significatività più bassi o modifichino alcune variabili (come ad esempio la grandezza del campione)  possano non confermare i tuoi risultati.

Per questo uno studio non va mai preso isolatamente, ma è fondamentale valutare la “consistenza” delle sue conclusioni.

So che può sembrare complicato, ma ti assicuro che è solo questione di prendere confidenza con questi concetti e numeri.

Credo che avendo in mente queste due semplici nozioni riguardanti il campione e la significatività statistica non guarderai più gli studi nello stesso modo!

Ora andiamo all’ultimo step per la comprensione della ricerca scientifica: capire che tipo di studio hai di fronte.

Gli studi non sono tutti uguali: la gerarchia della ricerca scientifica.

Nell’immagine che vedi sopra trovi una piramide.

In questa piramide trovi tutte le principali tipologie di studi, dai meno “importanti” che stanno alla base, fino ad i più autorevoli verso la cima.

Andiamo a vederli brevemente uno ad uno!

Il parere degli esperti

Sembra strano!

Ma questa è il tipo di “conoscenza scientifica” più seguita nel mondo dello sport e dell’attività fisica.

Eppure sta alla base della nostra piramide.

Non ha nulla di scientifico!

Ascolto le parole del preparatore di Cristiano Ronaldo e prendo per buono tutto ciò che sta dicendo, senza verificare!

Questo purtroppo è ciò che accade, utilizzo tabelle, strumenti, metodi perchè qualcun altro lo ha detto.

Ma nessun preparatore, per quanto sia di alto livello, potrà mai sostituire la ricerca scientifica.

Stendiamo un velo pietoso e passiamo oltre!

I Case Reports

Per “Case Reports” si intendono studi che si limitano a descrivere un particolare caso clinico, quindi non sono dotati di un vero campione o di una adeguata analisi statistica.

Perché possono essere utili?

Perché sono un ottimo spunto di riflessione per avere approcci nuovi ad una determinata situazione e la base per eventuali nuove ricerche future più approfondite.

I Case Control Studies

Salendo un gradino successivo nella nostra piramide troviamo i “Case Control Studies”.

Questi sono studi osservazionali che mettono a confronto due gruppi, uno con una determinata caratteristica o patologia ( “Case”) ed un gruppo simile ma che non ha questa  determinata caratteristica (control).

Tramite la raccolta di molti dati e con il dispendio di poche risorse economiche si studiano vari aspetti dei due gruppi e si cerca di trovare un nesso causale tra la differenza tra i due gruppi ed una determinata variabile.

Ricerche di questo tipo hanno costi bassi, ma hanno una scarsa capacità di individuare un nesso causale con adeguata precisione.

Quindi una conclusione trovata con questo tipo di approccio merita sempre di essere approfondita con studi diversi.

Gli Studi di Coorte

Questi studi utilizzano sempre l’osservazione di due gruppi, ma che in questo caso vengono seguiti nel tempo.

Tipicamente un gruppo è esposto ad un determinato fattore, mentre l’altro no.

In questo modo si cerca di trovare un nesso causale tra la variabile considerata e l’insorgenza di un effetto.

Tipicamente sono utilizzati per studiare l’incidenza di una patologia in soggetti esposti ad un determinato fattore di rischio.

Gli Studi Clinici Controllati Randomizzati

Un gradino ulteriore della piramide ci porta verso questi studi sicuramente più accurati ed affidabili.

Il termine Randomizzati indica che in questo caso il trattamento (ad esempio un dato integratore che noi vogliamo studiare in un gruppo di atleti) viene somministrato a caso alla metà (o circa) del campione e non viene somministrato al secondo gruppo, chiamato appunto gruppo di controllo (per questo controllati).

Questi sono gli studi più adeguati per verificare l’efficacia di un farmaco( vale anche per un integratore) o trattamento in gruppo di persone, scelte adeguatamente.

Critically Appraised Topics

Qui siamo già ai vertici della nostra piramide.

Questi studi raccolgono le risposte scientifiche alle domande più frequenti ed alle situazioni più comuni e rilevanti nella pratica clinica.

Molto importanti quindi per la loro applicabilità nella pratica quotidiana.

Ecco che ora arriviamo ai due capisaldi, che qualunque trainer dovrebbe consultare per avere realmente un’idea di cosa dice in quel dato momento la scienza su un determinato aspetto.

Vuoi sapere se l’allenamento della forza nei runners è efficace?

Vuoi conoscere quale tipo di esercizi di forza ha gli effetti migliori sulla prestazione?

Quanti allenamenti a settimana si dovrebbero fare?

Troverai tutte queste informazioni in una Meta-Analisi o meglio  in una Systematic Review su questo argomento.

E poi c’è chi dice che la ricerca scientifica non è pratica!

Le Meta-Analisi

Per Meta-Analisi si intende una ricerca che racchiude i dati statistici provenienti da vari studi singoli, per cercare di trarre delle conclusioni finali, che possano essere quanto più accurate possibili.

Ad esempio se io voglio fare una Meta-Analisi sull’efficacia un determinato integratore prenderò tutti i dati raccolti dai singoli studi che lo hanno preso in esame ( o meglio quelli che soddisfano le condizioni che io stabilisco) e li riunisco per riuscire ad avere delle conclusioni più significative.

Ecco qui un esempio di meta analisi:

Systematic Review

Le Systematic Review hanno lo scopo di dare un quadro, chiaro ed esaustivo, delle conoscenze scientifiche in quel dato istante.

Prendono un dato argomento, raccolgono tutti i migliori studi a riguardo e cercano di analizzarne in questo modo tutti gli aspetti più salienti.

Ecco un esempio di Systematic Review:

Bene! 

Più di 3000 parole per descriverti cosa c’è dietro uno studio scientifico e per cercare di darti un quadro quanto più chiaro possibile di cosa è importante considerare quando si consulta la ricerca.

Aggiornarsi tramite la ricerca scientifica, questo è l’unico modo per essere sicuri di offrire ad i tuoi atleti/clienti il miglior servizio possibile.

Non abbandonare mai la voglia di approfondire e di dedicare ogni giorno un po’ di tempo alla propria formazione come professionisti!

Questo è il segreto per distinguersi ed essere trainer di alto livello.

Ma dato che tutto questo non è semplice, ecco che abbiamo creato The Review: l’ unico servizio che rende la Ricerca sulla Scienza dell’allenamento fruibile ed applicabile per Trainer ed Appassionati.

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